martedì 6 ottobre 2009

Devastator ROTF - Review

Basta guardare la scatola, la maestosità e le dimensioni del modello, per capire che questo Devastator Supreme è il modello di punta della linea di giocattoli dedicata all’ultimo film dei Transformers, Revenge Of The Fallen. Una riedizione di un personaggio storico, il primo gestalt (componibile) nella storia del marchio dei robot trasformabili che, per l’uscita del secondo lungometraggio di Bay si rifà il trucco con un look supermoderno.


CONFEZIONE

Il nostro robot, formato dall’unione di sei mezzi da lavoro, si presenta nella classica confezione a vetrina, con i componenti pronti da assemblare. Detto così sembra semplice aprire il flap superiore e gustarsi il modello, ma attenzione, se non si vuole rovinare la confezione (che consiglio spassionatamente di non strappare ma conservare, visto che Devastator potrebbe, col tempo, acquistare un discreto valore economico) è giusto avvisare che ci si deve preparare ad una buona mezz’ora buona di descatolamento.

Una volta estratta la parte interna della confezione cui è fissato il robot attraverso i classici laccetti che gli amanti dei Transformers hanno imparato ad odiare, ci si deve armare di pazienza e forbici: la prima mossa è tagliare lo scotch che fissa le alette laterali che chiudono il modello e le bolle di plastica in cui è alloggiato. Una volta fatto, sempre delicatamente, vanno rimossi i sostegni e, con calma, procedere a estrarre prima le braccia, poi le gambe, ed infine il corpo con la testa.

Bene, ora possiamo procedere ad unire Devastator!

ROBOT

L’assemblaggio delle parti è piuttosto semplice: le braccia hanno degli incavi cui vanno inseriti i perni presenti sulle spalle del robot, mentre le gambe vanno incastrate nel bacino. Non c’è da spaventarsi, ma in alcuni casi è necessario fare un po’ di forza per incastrare gli arti, ma l’ottima plastica di cui è composto Devastator regge bene le sollecitazioni. Più attenzione, invece, per il fissaggio della testa, che deve essere incastrata al petto: in questo caso, l’aggancio è il blocco quadrato sotto le ruote. Anche qui, un semplice “click” ci avverte della buona riuscita dell’operazione. Un piccolo post scriptum, su cui tornerò più avanti: se mentre state assemblando il corpo sentite strani rumori arrivare dalla betoniera non vi spaventate, è tutto a posto! Si tratta solo del chip sonoro che è sensibile ai movimenti, una chicca di cui parleremo più tardi nelle conclusioni.

Adesso che il Devastator è unito, lo si può ammirare in tutti i suoi 32 centimetri di altezza: nonostante i colori diversi da modello a modello, il risultato finale è ottimo, soprattutto a livello di dettaglio. La potabilità è ottima e braccia e gambe difficilmente si staccheranno durante il “baloccamento”. Forse, ad un’analisi più attenta del modello, Devastator può apparire sgraziato, con le braccia grosse e le gambe piccole, ma non si tratta assolutamente di un difetto: nel film ha la funzione di una vera e propria macchina da guerra, la più potente dell’armata Decepticon, le cui fattezze non sono più completamente antropomorfe, ma in parte insettoidi.

Unico appunto da fare è sul come tenerlo: premesso che la stabilità è ottima, sconsiglio vivamente di raddrizzargli le gambe, visto che la sua postura dovrebbe essere tipo quella di un gorilla.

Una volta finito di ammirare il robot è arrivato il momento di vedere se le ottime impressioni fin qui riscontrare vengono confermata dai sei veicoli.

VEICOLI

Partendo dall’altro, la cosa più naturale è decapitare Devastator! ^__^

Per comodità ci rifaremo ai nomi che i diversi veicoli hanno, come si vede dalla scatola.

Quindi sganciamo Mixmaster, ovvero la betoniera che compone la testa, chiudiamo le antenne che ornano il volto e nascondiamo la faccia dietro il perno quadrato, andando a completare la trasformazione.

Passiamo adesso al braccio destro, ovvero Scrapper: per ottenere la modalità ruspa dobbiamo aprire le due parti di benna parallele verso l’esterno, ruotare la parte grigia ed assemblare la pala. Ora non ci rimane altro che abbassare le ruote posteriori.

Molto carina la trasformazione di Hightower, ovvero il braccio destro: apriamo i cingoli che sono incassati sotto il veicolo e facciamo scivolare al loro posto gli artigli che formano la mano. Niente di più semplice.

Le gambe, visto che hanno una trasformazione pressoché identica, le possiamo trattare insieme: per avere Rampage e Long Haul in modalità veicolo bisogna solo girare il piede verso l’interno, e poi chiudere a libro il resto della gamba.

Ci rimane Scavenger: la prima mossa è abbassare la parte che attiva il chip sonoro, dopodiché dobbiamo far rientrare le spalle di Devastator, che andranno a formare la parte finale del veicolo. Una volta fatto questo bisogna posizionare i pannelli bianchi nei loro alloggiamenti e estrarre il braccio, che in modalità robot forma il bacino. Attenzione durante la trasformazione, ai corrimano neri, che saltano via con fin troppa facilità, anche se rimetterli a posto non affatto un problema.

Tutti e sei i veicoli, nonostante la trasformazione semplice ed immediata, sono ottimamente scolpiti e dettagliati: inoltre, tolto Mixmaster, che all’interno della betoniera cela il chip sonoro, tutti gli altri veicoli muovono senza problemi pale, benne e cassoni.

CONCLUSIONI

Che dire, in definitiva di questo modello? Personalmente l’ho amato dalle prime foto uscite sul web. Particolare, massiccio e, probabilmente, la novità più stuzzicante, dal punto di vista di un amante dei Transformers, di tutta la linea dedicata a Revenge Of The Fallen. C’è da dire che il modello ha diviso il mondo dei fan dei robot trasformabili, di cui buona parte sperava in un gruppo di robot a tre trasformazioni (veicolo-robot-parte di Devastator), che però è un falso problema, tanto più che proprio nella pellicola vediamo il protagonista di questa recensione formarsi dall’assemblaggio di mezzi da lavoro. I nomi sulla scatola, quindi, vanno visti come un semplice omaggio al vecchio modello.

Avevo promesso, più sopra, che avrei parlato anche del chip sonoro, presente nei modelli Transfrormers di scala alta, ovvero Leader, Ultra e Supreme: non sono un amante dei robot che emettono suoni, ma devo ammettere che questa volta sono rimasto sorpreso. Certo, c’è sempre il pulsante che attiva la voce di Devy e ne illumina gli occhi, ma il vederlo attivarsi da solo, magari muovendo un braccio, è davvero simpatico! (ps: non dite al webmaster che ho tolto le pile! ^__^)

Se, quindi, vi volete portare a casa una delle rivisitazioni più accattivanti di un personaggio entrato a pieno diritto nella mitologia dei Transformers, che si è reincarnato in un modello immenso, cattivo e dettagliato, non potete di certo lasciarvelo scappare!


Transformers ROTF Devastator

Articolo a cura di Luca Capizzi (giornalista)




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1 commenti:

Anonimo ha detto...

In realtà anche nel film si vedono i vari componenti, trasformarsi in robot. per questa ragione la delusione (che per altro mi vede partecipe) non è tralasciabile... Inoltre i dettagli del robot assemblato sono scarsi, già che non doveva diventare un robot, ogni sua parte poteva per lo meno trasformarsi per essere più simile a quello del film (mi riferisco alla testa ed al busto)...

Se provate comunque ad aprire il braccio di scavenger, potete dare al vostro devastator una forma da Bulldog simile a quella del film (eccezion fatta per la testa che invece risulta sempre incassata in scavenger)

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