sabato 24 aprile 2010

La prima infanzia e l'importanza del gioco.

Al giorno d'oggi sembra che si voglia far crescere i bambini in un lampo, salvo poi stupirsi e lamentarsi del fatto che non hanno più l'innocenza e la spensieratezza della loro età.

Perchè? Sinceramente non saprei cosa dire, sta di fatto che l'età del gioco sembra ridursi sempre di più, a fronte un costante aumento di giochi formativi per la prima infanzia si nota un rallentamento dei giochi (che siano di società o "individuali") per la fascia che va dai 7 ai 10 anni.

La prima infanzia sicuramente gode del fatto che il bambino è "incontaminato" da fattori esterni come la pubblicità e gli esempi altrui e soprattutto viene gestito da adulti che se non competenti per lo meno si possono appoggiare a persone che conoscono l'argomento (che si tratti di commercianti, insegnati o gestori di asili).

L'importanza del gioco nella prima infanzia è risaputa, serve non solo come passatempo per tenere buono il bimbo, ma ha anche e soprattutto una valenza cognitiva ed educativa. Il gioco per la prima infanzia ha normalmente colori sgargianti, non per pacchianeria ma per attirare l'attenzione del bimbo, non in fase di vendita (difficilmente sceglierà il gioco un neonato) ma proprio durante la fase del gioco, per divertirlo ed istruirlo. I suoni ed i rumori che emettono questi giochi, troppo spesso criticati da chi vorrebbe silenzio (domanda, ed allora perchè fare un bimbo?? Comprati Cicciobello!!), servono al bimbo come richiamo e prima forma di associazione oggetto/azione/rumore.

Colori, forme, suoni quindi sono fattori importanti nella scelta di un gioco per un neonato, naturalmente la prova assoluta che piaccia è (quando possibile) mostrarlo al bimbo...se il gioco riscuote successo TRANQUILLI, le risate ed i suoi sorrisi ve lo faranno capire.

Alcuni miti da sfatare sui giochi della prima infanzia.

La marca
In Italia c'è la convinzione (per la maggioranza delle persone) che esista solo la Chicco, bhe NON è così!

Attenzione non è una critica alla Chicco, ne un tentativo di sminuirla, ma una semplice constatazione, ed uno sprone a conoscerne altre tipo Playskool, Primì o Fisher Price.

Il made in CHINA
Al giorno d'oggi quello che non è prodotto in Cina, per quanto riguarda i prodotti di larghissima diffusione, è prodotto a Taiwan, India...

Bhe non dobbiamo fare di tutt'erba un fascio, esiste (per comodità parliamo di CHINA) MADE IN CHINA e made in china...esistono ditte che producono per i grandi marchi rispettando normative europee, utilizzando materiali sicuri e testando il prodotto finito per poter superare tutte le prove di certificazione. Come riconoscere quindi un MADE IN CHINA di qualità da uno scadente?

Semplice, attenzione e buon senso! I grandi marchi difficilmente si affideranno a ditte che non hanno certi standard qualitativi, quindi il marchio è una garanzia! La composizione del gioco...difficilmente un gioco dedicato a bambini piccoli avrà parti piccole soggette a rotture, ne le conterrà. Il prezzo...un prodotto che racchiude tutte le caratteristiche prima citate difficilmente avrà un prezzo irrisorio (logicamente il prezzo giusto è quello rapportato al prodotto), è impensabile che un gioco per la prima infanzia costi 2 euro e sia grande, grosso e voluminoso...

Il consiglio quanto si tratta di giochi (per qualsiasi età, come per qualsiasi altro prodotto, SOPRATTUTTO per ciò che va in mano a bambini piccoli) è quello di non cercare per forza il prezzo basso, ma la qualità e la sicurezza, PIUTTOSTO un gioco in meno, ma mettere in mano ai bimbi prodotti sicuri, per loro e per la nostra coscienza di genitori (meno ansia di "e se..."), anche perchè comprare 2 o 3 volte lo stesso gioco che si rompe alla fine se non di più viene a costare grosso modo come comprarne uno VALIDO una volta sola.


Ti invitiamo (qualora tu conoscessi già uno dei prodotti che puoi trovare seguendo il link, cliccando sull'immagine) a scriverne pregi e difetti nella nostra area discussioni su Facebook


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